lunedì 6 aprile 2009

[Non chiamatela] Antropologia del dove, del quando & del caldo metropolitano!


Le antropologie ce le eravamo quasi scordate. 
Io per primo le avevo dimenticate, mettendo da parte una briciola sostanziosa del Maiale. In realtà, e sinceramente, mi appaiono ora come un modo volgare di raccontare altro oltre le ricette ed i luoghi ai quali siamo abituati da tempo. Dico volgare perchè quelli che furono tentativi maldestri di cimentarsi in un'antropologia sono ora, e suona pure meglio, racconti di vita con annesse riflessioni. Il Maiale mangia & beve, ingrassa e si sollazza.. ma prova anche a riflettere qualche volta. A pancia piena si intende. Dunque anche a Roma da qualche giorno il caldo afoso e l'immancabile venticello sono apparsi. Se ne accorgono le signore sui tram, le studentesse accalorate per strada e gli impiegati vestiti di tutto punto, giacca e cravatta, camicia a maniche lunghe e occhiali da sole. Io Roma sto per lasciarla. Una serie di impegni e la voglia di andare mi portano lontano. Lascio anche casa, che riprenderò a settembre/ottobre chissà in quale quartiere, municipio o borgata. Negli ultimi giorni passo volentieri le ore che precedono il buio alla finestra. Una birra gelata a farmi compagnia e i miei occhi puntati sulla piazza. Dalla mia postazione privilegiata osservo le persone nel caotico e rumoroso atto dello spostarsi. Un amico non amico mi parlava di traiettorie. Una notte sulla Casilina, dall'ultimo piano di un palazzetto, provò a spiegarmi la sua teoria. Una teoria contemplativa, che non tentava per forza di giungere a una conclusione. Quando sto quassù, mi diceva, osservo la gente muoversi e traccio per ognuno la sua traiettoria. Immagino flussi di linee che compongono un mosaico di vite, fatti e accadimenti. Spesso, ovvio, queste si mescolano, si intrecciano e a me pare quasi che le vite di quello o quell'altro possano scontrarsi, congiungersi, arrotolarsi insieme. Sarà stata l'ebbrezza ma a me piacque quella teoria, questo modo di partecipare alla vita senza parteciparvi. Un osservatorio del resto ha sempre il privilegio di lasciare spazio alla fantasia. Così io butto i miei occhi sulla piazza, sul sole che cala, sui wine bar che si riempiono, sul venticello che ritorna, sulla mia birra e su tutta la mia immaginazione. Mi faccio domande senza attendere risposte. Metto su un pò di musica e lascio spazio alla testa. Dove andrà quella ragazza con la gonna bianca, che giornata avrà avuto, chi ama, che pensa, cosa mangia. E quel signore anziano che a stento riesce a trascinare la busta che porta con se? Tutto mi appare così delicato. Leggero e irresistibile. Il mondo, o parte di esso, si muove ai miei piedi. Poco al di sotto di essi. Ed è uno scomporsi di suoni, di teste e silouette, di macchie di colore sul fondo grigio dell'asfalto. Tra i semafori e i tram, il bar Regina e quei due buffi ometti bianchi. Centinaia di teste si muovono per andare da qualche parte. Per andare dove devono andare. Finita la birra mi butto sul letto e chiudo gli occhi. Rimango immobile per un pò, poi sento l'immancabile languore. Apro gli occhi e penso a cosa cucinare. Sono giorni in cui mangio sempre da solo e quelle, credetemi, sono le cucinate migliori. Come sempre accade. Un biscotto di grano con olio di frantoio, pomodori di Sicilia, basilico, finocchietto e pecorino. Una frittata alla Sannita, mozzarelline ripiene di verdurine di stagione tagliate a cubetti piccolissimi e fritte in poco olio. Fiori di zucca, insalata di frutta e verdura, melanzane grigliate con mentuccia, yogurt, fragole, ciliege, pesche, miele e cereali. Un sorso di amaro fatto in casa e passa la paura. Paura del dove e del quando, dell'andare, produrre, incontrare, poi ritornare e ricominciare. Quali sono e saranno le mie traiettorie? Una dolce paura accarezzata dallo stordimento di una giornata afosa passata in giro tra cose da fare, caffè con crema e telefonate. "Devo prendere le pellicole ci vediamo a Ottaviano, aperitivo alle 18 a San Lorenzo, una casa da vedere alle 17, ma poi ce la fai a venire?! C***o non ho tirato fuori i panni dalla lavatrice, ma domani vieni alla cena, cucini tu? Chiama la scuola dì che non vai alla riunione, no ma se torno prima ci passo un secondo. Ma quella del giornale l'hai più vista? Mamma, allora non torno ci vediamo a fine mese direttamente. La digitale in assistenza. Oh, ma chi era quella?! Non lo so! Questo caldo mi stressa, mi fa sudare, ho sempre voglia di entrare in un bar e sciacquarmi il viso. Stare qui dentro, in mezzo alle cose mi prende male. Dovrei anche cucinare qualcosa e scattare due foto. Il Maiale Ubriaco. Oramai ha preso forma dentro di me. Mi aspetto sempre di incontrarlo, magari la notte quando mi alzo per andare a bere. Svolto l'angolo e zac! mi si piantona davanti. Grosso e grasso, dritto sulle zampe anteriori. E ride, e mi guarda, e ride. "Mi avete creato voi, ora dovete seguire la mia traiettoria!" Oh no, o mio Dio. No ma è il caldo, il caldo che rimpalla sul cemento di questa strana città, un pò metropoli un pò paese mi sta dando le allucinazioni. Non ci posso restare qua dentro. Dentro alle strade a fare le cose, a telefonare, a sentirmi come Bukowski in quel racconto visionario che era "6 pollici". ... Era carina quella, ti ha salutato e vuoi dirmi che non la conosci? Ste ma dove vai? Oh? ... Vado alla mia finestra. Ho comprato la birra. Vado a casa, no non vengo alla cena, non esco stasera. E non mangio. Fino a prima di partire resto alla finestra. Ascolto un pò di musica e osservo le traiettorie. Traiettorie? Mi sa che il caldo ti ha dato alla testa!
Stefano Tripodi

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Pernice & patate novelle al forno + marmellata di more (the sunday roast)

Buon compleanno Stefano! Questo post é dedicato al mio compagno di avventure e amico di sempre nel giorno del suo compleanno (o meglio due giorni dopo). Il fatto é che io avevo preparato tutto con dovuto anticipo in modo da far coincidere ricetta e dedica annessa al fatidico giorno, ma come sempre i mille impegni mi hanno messo in crisi e inevitabilmente ficcato il bastone fra le ruote. Peró il pensiero c’é, che é poi quello che conta; insomma come si dice dalle nostre parti “pensamm ‘a salute”, tanti auguri amico mio! Una curiositá che mi piace raccontare: io e Stefano ci siamo conosciuti circa 10 anni fa e con il tempo interessi, passioni e sogni molto simili ci hanno sempre piú avvicinato; insomma un'amicizia rara e mai banale. Ma la cosa che mi ha sempre affascinato é che noi siamo nati a pochi giorni di distanza, nello stesso ospedale (una piccolo clinica privata) e che gli eventi negli anni ci hanno riavvicinato (vai a vedere, magari eravamo pure vicini di culla?!). Ecco un puro caso o no io credo sia uno delgi elementi che da tanto ci mantiene forti. Digressione fatta…passiamo avanti?
La ricetta di oggi come potrete notare non é un dolce, una torta di compleanno, ma uno di quei piatti che ti scaldano l'animo, uno di quelli che a lui, Stefano, piacciono un sacco. Qui in Inghilterra comincia a fare proprio freddo ed i piatti che hai voglia di mangiare sono proprio questi, caldi e saporiti, magari mentre te ne stai seduto davanti al camino del pub sotto casa a sorseggiare una buona birra artigianale. La ricetta é quella di una tipica domenica inglese, un Sunday roast che dalle mie parti é sopratutto a base di selvaggina. La scelta é ricaduta sulla pernice (rara in Italia), ma tranquilli, puó essere sostituita senza rimorso alcuno da un bel pollo ruspante (anche se col pollo ha poco a che vedere). Vi lascio le istruzioni e scappo...stasera mi tocca cucinare! A presto.

Ingredienti x2 persone

2 pernici
50 gr di guanciale
patate novelle (dieci a testa)
5-6 pastinache (oppure carote)
1 limone
2 spicchi d’aglio
1 rametto di timo
sale q.b
pepe q.b
bacche di ginepro

Riscaldare il forno a 190ºC. Strofinare la pernice con abbondante sale, pepe ed olio extravergine d’oliva e riempirne la cavitá con un limone fresco (tagliato a metá), timo e una paio di bacche di ginepro. Coprirne il petto con delle fettine di guanciale e lasciar riposare (in questo modo la carne assorbirá tutto il profumo di limone e spezie). Pulire patate e pastinache (queste ultime andranno tagliate grossolanamente) e farle cuocere in una pentola d’acqua bollente con l’aglio per una decina di minuti. Terminata la cottura scolare, lasciar raffreddare giusto un attimo e versare in una teglia da forno. Il tutto andrá salato e pepato, bagnato con un filo d’olio ed agitato per unire bene gli ingredienti. Al centro adagiare la pernice con una bella noce di burro e cuocere in forno per 30 minuti circa.
Portare in tavola e servire direttamente dalla teglia, aggiungendo alla carne un cucchiaio di marmellata di more.
Volendo sostituire la pernice con un pollo da 1.5 kg circa i tempi di cottura andranno raddoppiati. Il pollo andrá infornato per 45 minuti e le patate (ed appena un filo d’olio) aggiunte solo a questo punto per ulteriori 30 minuti.

Remo Morretta

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giovedì 2 aprile 2009

Torta di mele

Finalmente dopo tanto sono riuscita a fotografare la torta di mele che faccio spessissimo! E' morbidissima, leggera e buonissima!

Ingredienti
200 gr di farina
130 gr di zucchero
100 gr di burro
3 uova
100 ml di latte
scorza grattuggiata di 1 limone
3 mele
1 bustina di lievito

Procedimento
Prima di tutto possiamo procedere tagliando le mele (io le faccio a cubetti perchè secondo me si sentono di più nell'impasto! comunque le potete fare anche a fettine) e spruzziamole di limone per non farle annerire troppo e diamo una spolverata di zucchero.


Quindi sciogliere il burro in un pentolino e lasciamolo freddare.


Separare gli albumi dai tuorli e lavorare questi ultimi insieme allo zucchero fino ad avere una crema chiara.

Aggiungiamo poi la farina, il burro sciolto, il latte, la scorza grattuggiata del limone, il lievito.


Procediamo con gli albumi montati a neve con un pizzico di sale, incorporandoli delicatamente con una spatolina.

Versare quindi il composto ottenuto in uno stampo di circa 24 cm di diametro imburrato ed infarinato. Disporre i cubetti di mela sopra l'impasto. Io di solito metto dello zucchero semolato prima di infornare così si forma la "crosticina" :D. Infornare a 170° per circa 45 minuti.

Visivamente è sicuramente meglio con le mele tagliate a fettine, ma la bontà comunque rimane quella!! ;D


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Nuova blogger

Come avevo annunciato tempo fà, nel precedente post, ecco a voi la presentazione della prima scelta, fra le tante mail che mi sono arrivate, e per questo ringrazio tantissimo tutti i lettori e candidati.
La nuova blogger in questione si chiama Francesca Cremonini, originaria di Bologna, quindi già possiamo immaginare le sue squisite ricette che ci [...]
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Tortine soffici al mandarino

Ciao a tutti!
Per prima cosa sono d’obbligo i ringraziamenti: ovviamente a Daniele che mi sta ospitando per questa avventura, per me assolutamente nuova e ricca di spunti interessanti per il futuro. Poi agli amici, che, da tempo, mi incitano a fare uscire dalle mura di casa i miei esperimenti ai fornelli.
Per i racconti personali ci [...]
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Torta cioccolato e pere + 2° meme della Trattoria

Oggi è il compleanno di mio marito....compie....si può dire??? ma certo...compie 39 anni!!Quest'anno niente festa con i parenti perchè purtroppo sua mamma è in ospedale....niente di grave, si è rotta il femore cadendo e adesso deve fare la riabiliatazione....quindi la festa è posticipata a quando tornerà a casa.

Quindi stasera festeggeremo solo io e lui con una cenetta nel nostro ristorante preferito!

Inoltre gli ho preparato una torta da portare al lavoro per festeggiare con i colleghi!

Alla domanda "Che torta vuoi ?" non poteva che rispondermi"va bene qualunque cosa purchè sia al cioccolato....e con le pere"

Ed eccolo accontentato.......ho realizzato una torta al cioccolato, farcita con crema alle pere e ricoperta di glassa al cioccolato.....più cioccolato e pere di così!

Questa torta nasce dal mix di tre ricette prese sul vari blog......


Per la torta al cioccolato
Ricetta di Tulip "Torta al cioccolato Romina"

Ingredienti
6 uova
250 grburro
250 gr zucchero
200 gr farina
250 gr cioccolato fondente
1 bustina di lievito
pizzico di sale


Allora anche il procedimento è piuttosto facile, si montano i rossi con lo zucchero fino a che non diventano belli spumosi, poi si montano le chiare a neve con un pizzico di sale. Nel frattempo si scioglie in due pentolini diversi il cioccolato e il burro a bagnomaria.Quindi si mescolano insieme i rossi montati con la farina, il cioccolato, il burro fuso e il lievito e solo alla fine si aggiungono delicatamente gli albumi montati, possibilmente mescolando con una spatola, piano piano, dall’alto in basso.Imburrare e infarinare la teglia e via in forno a 180° per 45 minuti, ma è sempre meglio controllare con lo stecchino!

Per la crema alle pere
Ricetta di Bian di L'osso e la lisca

Ingredienti
circa 600gr di pere
25 gr di zucchero
1 bustina di vanillina (ho usato i semini di mezza stecca di vaniglia)
150 gr di latte
100gr di panna fresca liquida
25 gr di burro
50 gr di farina
un cucchiaio raso di zucchero a velo

Metti in forno preriscaldato a 200° le pere, pelate e divise a metà, cosparse con lo zucchero, precedentemente mescolato alla vanillina. Lascia cuocere le pere per circa 40 minuti. Intanto in una casseruola versa il latte e la panna, porta a bollore, poi aggiungi le pere frullate, lo zucchero a velo e il burro maneggiato precedemente con la farina. Mescola bene il tutto e lascia cuocere per circa 10 minuti. Togli dal fuoco e fai raffreddare


Per la glassa al cioccolato
Ricetta di Adriano di Profumo di lievito

Ingredienti
200gr cioccolato 50%
120gr acqua
40gr burro
un pizzichino di sale


2 confezioni di pavesini (o savoiardi)

Portare a bollore l'acqua con il sale ed il burro, fuori dal fuoco unire il cioccolato tritato ( il coltello più adatto per questo scopo è quello da pane con lama ondulata) e coprire. Dopo 5' mescolare con una frusta e lasciar raffreddare prima di utilizzarla, se calda non copre.

Composizione:

ho tagliato in due la torta al cioccolato, ho posizionato la base in un cerchio apribile appoggiato su una gratella, ho spruzzato con una bagna fatta con acqua, zucchero, vaniglia e rum bianco, ho versato e livellato la crema, ho coperto con il secondo disco e ho bagnato anche questo. Quindi ho messo in frigo per un paio d'ore a rassodare. Quindi ho preparato la glassa che ho fatto ben raffreddare e ho coperto la torta livellando bene la superficie e facendola cadere bene sui bordi. Ho lasciato sgocciolare bene, quindi ho posizionato sul piatto da portata, ho decorato con i pavesini e messa in frigo a rassodare. Quindi l'ho ripresa, ho inserito la glassa avanzata in una sac à poche con pocchetta piccolina ed ho cercato di fare una decorazione....nastro e voilà....pronta!

Non vi so dire come sia il risultato perchè non l'ho ovviamente assaggiata e ne la assaggerò......vi saprò dire il responso di mio marito & C. che se la papperanno oggi pomeriggio!!!

Auguri Amore mio!!!!!!

Come suggerito da Aiuolik, con questa torta partecipo al 2° meme indetto dalla Trattoria per festeggiare il loro 2° blog-compleanno.....


In effetti io con questa torta ho provato le ricette di ben 3 amici blogger......quindi ho applicato al 100% le regole del meme!!!!!!


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Gallette bretoni

Questi bei biscotti li ho fatti ieri da portare a mia suocera in ospedale, tanto per allietarle un pò le giornate.....e visto che c'ero ne ho fatto qualcuno in più anche per allietare la nostra colazione per qualche giorno......
La ricetta arriva da libro di Ilona Chovancova "Biscotti" ed. Bibliotheca Culinaria.....una garanzia di successo!

Le dosi che vi riporto (il doppio rispetto a quelle originali) sono per circa 60 biscotti da 5 cm di diametro....gli originali erano più piccoli....ma io li preferisco "cicciotti"....vedete voi!







Come al solito vi riporto la ricetta originale e in rosso le mie piccole modifiche:
500 gr di farina (250 gr di farina 0 tipo biscotto, 225 gr di farina 00, 25 gr di fecola di patate)
120 gr di burro salato
300 gr di zucchero (270 gr di zucchero semolato fine)
2 uova
1 bustina di lievito
4 cucchiai di latte

Per completare:


1 tuorlo
latte
cannella
zucchero grezzo di canna


In una ciotola mescolare la farina con lo zucchero e il lievito. Aggiungere il burro tagliato a pezzetti, le uova e il latte.
Lavorate tutti gli ingredienti con le dita sino ad ottenere un a pasta liscia e soda che non si incolla alla dita (io ho fatto fare tutto al mio Ken, ho solo tanto una velocissima impastata finale a mano per compattare impasto).
Formare una palla, avvolgerla nella pellicola da cucina e riporla in frigorifero per 1 ora.

Preriscadare il forno a 160° C.

Stendere la pasta ad uno spessore di circa 5 mm e tagliarla con l'aiuto di un tagliabiscotti.



Disporre i biscotti su una placca rivestita di carta da forno e spennellarli con il tuorlo diluito con qualche cucchiaio di latte. Disegnare sulla superficie delle righe con l'aiuto di una forchetta (a questo punto alcuni li ho lasciati lisci, altri li ho spolverati con la cannella e altri con lo zucchero di canna).
Infornare per 10/15 minuti sino a quando i biscotti diventano leggermente dorati (non fateli cuocere troppo perchè altrimenti diventano duri).


Ed eccoli qui, belli , pronti e confezionati......fanno una bella scena vero????

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