martedì 9 giugno 2009

Bagels

Finalmente li ho provati........mi sa proprio che ero l'unica rimasta a non averli mai non solo fatti a casa ma neanche mai assaggiati!
Di ricette per fare questi morbidissimi panini ce ne sono tante, alcune prevedono l'uso del burro altri del latte al posto dell'acqua....io ho provato (e modificato) la versione più leggera (che non prevede nè burro nè latte) presa dal libro "Pane - I segreti per farlo in casa a macchina o a mano" ed. Giunti.....è lo stesso da cui ho tratto questa.

Per una decina di bagels da circa 60 gr cadauno

400 gr di farina di grano tenero (io ho fatto 100 gr di manitoba + 300 di farina 00)
25 gr di lievito di birra fresco (ho usato una bustina scarsa di lievito di birra secco)
225/250 gr di acqua (secondo l'assorbimento della farina)
3 cucchiai e 1/2 di zucchero
2 cucchiaini di sale
1 uovo
semi di sesemo
semi di papavero

Fate un preimpasto con 50 gr di acqua, 50 gr di farina, il lievito e 1 cucchiaino di zucchero. Mescolate bene e fate lievitare per circa 20 minuti.
Aggiungete il resto della farina, il sale e impastate aggiungendo l'acqua a filo (mettetene poca per volta, potrebbe non servire tutta): dovrete ottenere un impasto liscio ed elastico (bisogna lavorarlo bene per almeno una decina di minuti).
Ungete la pasta con pochissimo olio evo e fate lievitare circa 60 minuti (o fino al raddoppio) coperto in un luogo tiepido (il forno tiiepido è l'idelae).
Riprendete l'impasto e dividetelo in 10 palline. Per dare ai bagels la tipica forma a ciambella, premete con un dito al centro di ciascuna pallina fino a bucarla, fate passare il dito e fate roteare l'impasto per allargare il foro centrale (fate il foro bello largo perchè in cottura lievita ancora e rischia di chiudersi)
Lasciate riposare le ciambelle per circa 15 minuti, mentre fate scaldare abbondante acqua con lo zucchero rimasto in una larga pentola.
Quando l'acqua bolle, immergete i bagels 4 alla volta e cuoceteli per 1 minuti girandoli a metà. Fateli scolare su un telo.
Disponeteli su una teglia coperta di carta forno (io ne ho usate due im modo da lasciarli ben distanziati), spennellateli con l'uovo sbattuto, cospargete con i semini a scelta e infornateli a 190° per 20/25 minuti. Fate raffreddare su una gratella


e gustate tiepidi o freddi!!!!

FONTE

Linzertorte

Dopo una serie di ricette light , finalmente qualcosa di davvero goloso! L'unico neo: questa crostata non l'ho fatta in questi giorni ma risale addirittura la mese di novembre....quindi vuol dire non me la sono appena pappata....sigh sigh!!!! Che poi ad essere sincera dei dolci non mi manca tanto il fatto di mangiarli (almeno non molto)......quello che davvero mi manca è la loro realizzazione......va beh lasciamo perdere!!!!!
Dicevo che questa crostata l'ho fatta appunto a novembre e poi me la sono proprio dimenticata......finchè qualche giorno fa mi sono imbattuta nella bella raccolta di Imma di Dolci a...gogo!!!!!




Caspita ma io da qualche parte devo avere la Linzertorte????? E così finalmente eccola....
La ricetta l'ho presa da "Torte di Casa/Dolci" di Sale&Pepe Collection, lo stesso da cui ho anche questa e questa.

Per una crostata del diametro di 24/26 cm:


Per la pasta alle nocciole:
200 gr di farina
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaio di cocco in polvere
200 gr di burro freddo
200 gr di nocciole polverizzate
200 gr di zucchero (vi consiglio di metterne qualcosa meno se non amate il dolce eccessivo)
1 uovo sbattuto
2 cucchiai di kirsch (che non avevo ed ho sostituito con del rum scuro)

Per il ripieno e la decorazione:
250 gr di marmellata di lamponi
1 tuorlo d'uovo sbattuto, per la glassa
zucchero a velo per spolverare


Versa la farina, la cannella e il cocco in un recipiente, aggiungi il burro tagliato a pezzetti e mescola fino ad ottenere la consistenza di briciole di pane. Unisci le nocciole polverizzate (se le nocciole non sono ridotte in polvere finissima, frullale in un mixer con un pò di zucchero), lo zucchero, l'uovo sbattuto e il liquore. Lavora il composto velocemente con le mani, forma una palla e dividila in due, in modo che una sia il doppio dell'altra. Appiattiscile entrambe un poco, avvolgi ciascuna in un foglio di pellicola e lascia riposare in frigorifero almeno 30 minuti.

Accendi il forno e portalo a 200°C.

Lavora la porzione più piccola di pasta su un foglio di carta da forno. Taglia un disco dello stesso diametro della tortiera e, al suo interno un altro disco utilizzando un piatto o un cerchio con un diametro più piccolo di 2 cm rispetto al precedente: dovrete ottenere un anello largo 2 cm.. Dal resto della pasta ricava un quadrato impastando velocemente e poi taglialo a strisce con un tagliapasta zigrinato. Conserva in frigorifero.


Adesso lavora la porzione più grande di pasta e stendila nella tortiera (coperta da carta forno se non è di silicone). Punzecchia la base e coprila di marmellata. Ripiega i bordi verso l'interno, sulla marmellata: si formerà un orlo. Metti in freezer per 15 minuti.
Spennella il bordo della torta con un pò di acqua e sistema le strisce di pasta sulla superficie, disegnando una griglia. Passa ancora il pennello inumidito con acqua, quindi posiziona sopra a tutto il cerchio di pasta che avevi preparato, premendo leggermente per fissarlo.
Spennella la pasta con l'uovo sbattuto a cuoci per circa 20 minuti, finchè non appare ben soda e dorata. Falla raffreddare e toglila dalla teglia. Aggiungi un pò di marmellata se in alcuni punti sembra scarsa, spolvera con zucchero a velo e servi a temperatura ambiente.


La Linzertorte può essere conservata in un contenitore sottovuoto fino a due settimane.


E con questa dolcezza auguro a tutti un ottimo week-end!!!

FONTE

2° compleanno con.....

Eccomi arrivata al traguardo del secondo anno di blog e quest'anno per festeggiare niente torta con le candeline, anche se a ben guardare la torta non c'è stata neanche l'anno scorso, infatti la ricetta proposta quel giorno era una pizza........comunque dicevo, niente torta ma bensì....RACCOLTA........LA MIA PRIMA RACCOLTA!

E' un pò che ci penso, mi erano venute in mente varie cose, poi ho riflettuto sul periodo che stiamo per vivere, cioè l'estate....ed estate significa vacanze.....quindi

Alzino la mano tutti i foodblogger a cui è capitato di rientrare da una vacanza, breve o corta, estiva o invernale, un weekeng lungo o una semplice gita senza "qualcosina di mangereccio" in ricordo dei posti visitatati.....NESSUNO VERO???

Tutti, ma proprio tutti, arriviamo a casa con i prodotti tipici del posto e con l'ansia di voler sperimentare quel piatto o quel sapore .....serve anche a prolungare un pochino la vacanza no???
Quindi avrete capito che quello che vi chiedo è proprio di ricreare nelle vostre case l'atmosfera magica delle vacanze e queste sono le regole:

1) Possono partecipare tutti, sia blogger sia non blogger.
I blogger dovranno pubblicare la ricetta con la quale partecipano, completa di foto della ricetta realizzata e ovviamente il logo della raccolta, e poi lasciarmi il link nei commenti a questo post.
I non bloggers potranno invece inviarmi la ricetta (possibilmente con allegata almeno una foto del piatto) al seguente indirizzo mail rossella.iaquinta@gmail.com indicando nell'oggetto il titolo della raccolta!
2) son ammesse ricette di qualunque Paese e di qualunque tipo: primi, secondi, dolci, panini, cocktail, stuzzichini, insomma proprio tutto ciò che vi ricorda una vacanza! Ovviamente vanno bene sia ricette nuove sia ricette già postate.

3) Come??? Non andate in vacanza quest'anno? No problem.....vanno benissimo anche "sapori " di vacanze passate.....così metterete un pò di vacanza almeno nel piatto!

4) durata.......sarà una raccolta piuttosto lunga, diciamo tutto il periodo estivo (d'altronde le vacanze ormai sono scaglionate, quindi è giusto dare tempo a tutti!!!!): inizio 01 giugno'09 termine alle ore 24 del 30 settembre'09.

5) A fine raccolta non so se riuscirò a realizzare un PDF perchè per me è un "essere sconosciuto"....io in questi mesi cercherò di capirne il funzionamento, ma se anche non ci riuscissi mi inventerò qualcosa che valorizzi il vostro lavoro!!

Credo di aver detto tutto, ma se vi accorgete che mi sono dimenticata qualche particolare o se qualcosa non è chiaro sono a vostra completa disposizione........è la mia prima raccolta e si sà, l'emozione gioca brutti scherzi!
Non mi resta che dirvi di PARTECIPARE NUMEROSI e, mi raccomando SPARGETE LA VOCE, magari inserendo nella vostra sidebar il logo della raccolta.


GRAZIE GRAZIE GRAZIE a tutti coloro che parteciperanno e GRAZIE GRAZIE GRAZIE per l'affetto e la stima dimostrati in questi anni!!!!!!

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Aggiornamento del 03/06.....ho capito come si fa un documento in formato PDF.....quindi vi confermo che a fine raccolta tutte le ricette saranno riunite appunto in un PDf che potrete tranquillamente scaricare!

Di seguito, comunque. trovate l'elenco di tutti coloro che già hanno dato il loro contributo e che aggiornerò di volta in volta.........mi raccomando, se qualcuno dovesse notare che la proprio ricetta non è stata inserita nell'elenco me lo faccia presente.......provvederò immediatamente!!!!!!

VI ASPETTO NUMEROSISSIMI!!

Minnie del blog "Sfizi e Delizie" partecipa con "FREGOLA SARDA AI FRUTTI DI MARE"

"BANANE FLAMBE' al RHUM"

"POLLO ALLE SPEZIE E COUS COUS"

"FARFALLE SPECK E ZUCCHINE"

Pupina del blog "Fragola & Limone" partecipa con "PANCAKES"

Michelangelo del blog "Michelangelo's Place" partecipa con "PARMIGIANA DI MELANZANE (VERSIONE ESTIVA)"

Imma del blog "Caffeine for two" partecipa con "CIOPPINO ovvero ZUPPA DI PESCE IN ROSSO"

"CHAR SIU BAO"

Jelly del blog "Fragole & Cioccolato" partecipa con "IA OTA (Poisson cru a la Thaitienne)"

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E visto che siamo in tema di vacanze........vi svelo dove ce ne andremo quest'anno noi!!!!!

Era dall'anno scorso che ci frullava per la testa LA NORVEGIA.......guarda di qui, fai preventivi di lì, volo, albergo, noleggio macchina........alla fine abbiamo optato per una crociera con Costa Crociere.....partiamo da Bergen, a sud della Norvegia e risaliamo lungo tutta la costa, caratterizzata da spettacolari fiordi, fin su, in cima al mondo....CAPO NORD!!!!!! La nave è "Costa Lumiosa", punta di diamante della flotta.......guardate qui! Non vediamo davvero l'ora!
Qualche immagine per mostrarvi le meraviglie che ci aspettano......

[immagini da web]

A proposito?????? Quale sarà il piatto tipico norvegese??????? Indagherò!


FONTE

Mini-quiche di phillo in agrodoce

Un'altra settimana lavorativa sta finalmente per volgere al termine....meno male....e domani mattina ce ne andiamo a Marina di Ravenna per il week-end!

Vi lascio con una ricettina secondo me molto sfiziosa che ho preparato appositamente per le gemelline della blog-sfera, che si sono inventate una raccolta davvero molto particolare: ricette di Quiche di frutta, in cui l'ingrediente fondamentale dev'essere appunto la frutta fresca ma la preparazione dev'essere rigorosamente salata!

Appena ho letto della raccolta mi è venuto in mente subito questo, ed ho pensato che, una cosa del genere, non doveva starci per niente male in una torta salata.....ho apportato delle modifiche ed ecco cosa ne è uscito.







Per 2 mini-quiche

8 fogli di pasta phillo

olio evo per spennellare la pasta

Per la farcia:

un trancio da circa 200 gr di tonno fresco
1 peperone
6 fette d'ananas fresco
1 cipolla piccola
olio evo
sale

Per la salsa agrodolce:

120 g di salsa di pomodoro
1 cucchiaio abbondante di zucchero di canna
2 cucchiai di succo d'ananas (se non l'avete sostituiteli con dell'acqua ma ricordatevi di aggiungere un altro cucchiaio di zucchero)
3 cucchiai di aceto di vino bianco
1/2 cucchiaio di maizena
2 cucchiai scarsi di salsa di soia

Preparare la salsa: mischiare tra loro tutti gli ingredienti e amalgamare bene, quindi porre sul fuoco e far cuocere finchè diventata una salsa ritretta e gelatinosa. Far raffreddare.

Pulire e tagliare a listarelle il peperone e la cipolla e farli saltare qualche minuto in una padella antiaderente con un filo d'olio evo. Salare e spegnere il fuoco. Far raffreddare.


Tagliare il tonno a cubetti e mettere in una ciotola. Tagliare a pezzetti anche l'ananas, unirli al tonno insieme alle verdure ormai fredde e a 4/5 cucchiai della salsa precedentemente preparata. Mescolare bene....la salsa deve rivestire bene tutti gli ingredienti, ma non essere eccessiva perchè altrimenti in cottura inumidisce troppo il fondo della pasta rendendo difficoltosa l'estrazione della tortina dalla stampo. Salate leggermente.

Rivestire 2 stampi del diametro di 10 cm e profondi almeno 6 (io ho usato 2 coppa pasta rivestendo il fondo con della stagnola.....non avevo formine di queste dimensioni), spennellare l'interno con dell'olio e fare quattro strati con altrettanti fogli di phillo per ognuno (spennellare bene ogni foglio con dell'olio, o burro, prima di posizionare il foglio successivo).

Riempire le formine di pasta con il ripieno. Tagliare la pasta in eccesso sui bordi e infornare a 200° per circa 30 minuti o fonchè la pasta risulta ben dorata.

Fare intiepidire, quindi sformare con molta cautela e sistemare al centro del piatto: decorare con dell'insalatina a scelta e gustare!

Buon week-end a tutti!!!!


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lunedì 18 maggio 2009

[Non chiamatela] Antropologia del dove, del quando & del caldo metropolitano!


Le antropologie ce le eravamo quasi scordate. 
Io per primo le avevo dimenticate, mettendo da parte una briciola sostanziosa del Maiale. In realtà, e sinceramente, mi appaiono ora come un modo volgare di raccontare altro oltre le ricette ed i luoghi ai quali siamo abituati da tempo. Dico volgare perchè quelli che furono tentativi maldestri di cimentarsi in un'antropologia sono ora, e suona pure meglio, racconti di vita con annesse riflessioni. Il Maiale mangia & beve, ingrassa e si sollazza.. ma prova anche a riflettere qualche volta. A pancia piena si intende. Dunque anche a Roma da qualche giorno il caldo afoso e l'immancabile venticello sono apparsi. Se ne accorgono le signore sui tram, le studentesse accalorate per strada e gli impiegati vestiti di tutto punto, giacca e cravatta, camicia a maniche lunghe e occhiali da sole. Io Roma sto per lasciarla. Una serie di impegni e la voglia di andare mi portano lontano. Lascio anche casa, che riprenderò a settembre/ottobre chissà in quale quartiere, municipio o borgata. Negli ultimi giorni passo volentieri le ore che precedono il buio alla finestra. Una birra gelata a farmi compagnia e i miei occhi puntati sulla piazza. Dalla mia postazione privilegiata osservo le persone nel caotico e rumoroso atto dello spostarsi. Un amico non amico mi parlava di traiettorie. Una notte sulla Casilina, dall'ultimo piano di un palazzetto, provò a spiegarmi la sua teoria. Una teoria contemplativa, che non tentava per forza di giungere a una conclusione. Quando sto quassù, mi diceva, osservo la gente muoversi e traccio per ognuno la sua traiettoria. Immagino flussi di linee che compongono un mosaico di vite, fatti e accadimenti. Spesso, ovvio, queste si mescolano, si intrecciano e a me pare quasi che le vite di quello o quell'altro possano scontrarsi, congiungersi, arrotolarsi insieme. Sarà stata l'ebbrezza ma a me piacque quella teoria, questo modo di partecipare alla vita senza parteciparvi. Un osservatorio del resto ha sempre il privilegio di lasciare spazio alla fantasia. Così io butto i miei occhi sulla piazza, sul sole che cala, sui wine bar che si riempiono, sul venticello che ritorna, sulla mia birra e su tutta la mia immaginazione. Mi faccio domande senza attendere risposte. Metto su un pò di musica e lascio spazio alla testa. Dove andrà quella ragazza con la gonna bianca, che giornata avrà avuto, chi ama, che pensa, cosa mangia. E quel signore anziano che a stento riesce a trascinare la busta che porta con se? Tutto mi appare così delicato. Leggero e irresistibile. Il mondo, o parte di esso, si muove ai miei piedi. Poco al di sotto di essi. Ed è uno scomporsi di suoni, di teste e silouette, di macchie di colore sul fondo grigio dell'asfalto. Tra i semafori e i tram, il bar Regina e quei due buffi ometti bianchi. Centinaia di teste si muovono per andare da qualche parte. Per andare dove devono andare. Finita la birra mi butto sul letto e chiudo gli occhi. Rimango immobile per un pò, poi sento l'immancabile languore. Apro gli occhi e penso a cosa cucinare. Sono giorni in cui mangio sempre da solo e quelle, credetemi, sono le cucinate migliori. Come sempre accade. Un biscotto di grano con olio di frantoio, pomodori di Sicilia, basilico, finocchietto e pecorino. Una frittata alla Sannita, mozzarelline ripiene di verdurine di stagione tagliate a cubetti piccolissimi e fritte in poco olio. Fiori di zucca, insalata di frutta e verdura, melanzane grigliate con mentuccia, yogurt, fragole, ciliege, pesche, miele e cereali. Un sorso di amaro fatto in casa e passa la paura. Paura del dove e del quando, dell'andare, produrre, incontrare, poi ritornare e ricominciare. Quali sono e saranno le mie traiettorie? Una dolce paura accarezzata dallo stordimento di una giornata afosa passata in giro tra cose da fare, caffè con crema e telefonate. "Devo prendere le pellicole ci vediamo a Ottaviano, aperitivo alle 18 a San Lorenzo, una casa da vedere alle 17, ma poi ce la fai a venire?! C***o non ho tirato fuori i panni dalla lavatrice, ma domani vieni alla cena, cucini tu? Chiama la scuola dì che non vai alla riunione, no ma se torno prima ci passo un secondo. Ma quella del giornale l'hai più vista? Mamma, allora non torno ci vediamo a fine mese direttamente. La digitale in assistenza. Oh, ma chi era quella?! Non lo so! Questo caldo mi stressa, mi fa sudare, ho sempre voglia di entrare in un bar e sciacquarmi il viso. Stare qui dentro, in mezzo alle cose mi prende male. Dovrei anche cucinare qualcosa e scattare due foto. Il Maiale Ubriaco. Oramai ha preso forma dentro di me. Mi aspetto sempre di incontrarlo, magari la notte quando mi alzo per andare a bere. Svolto l'angolo e zac! mi si piantona davanti. Grosso e grasso, dritto sulle zampe anteriori. E ride, e mi guarda, e ride. "Mi avete creato voi, ora dovete seguire la mia traiettoria!" Oh no, o mio Dio. No ma è il caldo, il caldo che rimpalla sul cemento di questa strana città, un pò metropoli un pò paese mi sta dando le allucinazioni. Non ci posso restare qua dentro. Dentro alle strade a fare le cose, a telefonare, a sentirmi come Bukowski in quel racconto visionario che era "6 pollici". ... Era carina quella, ti ha salutato e vuoi dirmi che non la conosci? Ste ma dove vai? Oh? ... Vado alla mia finestra. Ho comprato la birra. Vado a casa, no non vengo alla cena, non esco stasera. E non mangio. Fino a prima di partire resto alla finestra. Ascolto un pò di musica e osservo le traiettorie. Traiettorie? Mi sa che il caldo ti ha dato alla testa!
Stefano Tripodi

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Pernice & patate novelle al forno + marmellata di more (the sunday roast)

Buon compleanno Stefano! Questo post é dedicato al mio compagno di avventure e amico di sempre nel giorno del suo compleanno (o meglio due giorni dopo). Il fatto é che io avevo preparato tutto con dovuto anticipo in modo da far coincidere ricetta e dedica annessa al fatidico giorno, ma come sempre i mille impegni mi hanno messo in crisi e inevitabilmente ficcato il bastone fra le ruote. Peró il pensiero c’é, che é poi quello che conta; insomma come si dice dalle nostre parti “pensamm ‘a salute”, tanti auguri amico mio! Una curiositá che mi piace raccontare: io e Stefano ci siamo conosciuti circa 10 anni fa e con il tempo interessi, passioni e sogni molto simili ci hanno sempre piú avvicinato; insomma un'amicizia rara e mai banale. Ma la cosa che mi ha sempre affascinato é che noi siamo nati a pochi giorni di distanza, nello stesso ospedale (una piccolo clinica privata) e che gli eventi negli anni ci hanno riavvicinato (vai a vedere, magari eravamo pure vicini di culla?!). Ecco un puro caso o no io credo sia uno delgi elementi che da tanto ci mantiene forti. Digressione fatta…passiamo avanti?
La ricetta di oggi come potrete notare non é un dolce, una torta di compleanno, ma uno di quei piatti che ti scaldano l'animo, uno di quelli che a lui, Stefano, piacciono un sacco. Qui in Inghilterra comincia a fare proprio freddo ed i piatti che hai voglia di mangiare sono proprio questi, caldi e saporiti, magari mentre te ne stai seduto davanti al camino del pub sotto casa a sorseggiare una buona birra artigianale. La ricetta é quella di una tipica domenica inglese, un Sunday roast che dalle mie parti é sopratutto a base di selvaggina. La scelta é ricaduta sulla pernice (rara in Italia), ma tranquilli, puó essere sostituita senza rimorso alcuno da un bel pollo ruspante (anche se col pollo ha poco a che vedere). Vi lascio le istruzioni e scappo...stasera mi tocca cucinare! A presto.

Ingredienti x2 persone

2 pernici
50 gr di guanciale
patate novelle (dieci a testa)
5-6 pastinache (oppure carote)
1 limone
2 spicchi d’aglio
1 rametto di timo
sale q.b
pepe q.b
bacche di ginepro

Riscaldare il forno a 190ºC. Strofinare la pernice con abbondante sale, pepe ed olio extravergine d’oliva e riempirne la cavitá con un limone fresco (tagliato a metá), timo e una paio di bacche di ginepro. Coprirne il petto con delle fettine di guanciale e lasciar riposare (in questo modo la carne assorbirá tutto il profumo di limone e spezie). Pulire patate e pastinache (queste ultime andranno tagliate grossolanamente) e farle cuocere in una pentola d’acqua bollente con l’aglio per una decina di minuti. Terminata la cottura scolare, lasciar raffreddare giusto un attimo e versare in una teglia da forno. Il tutto andrá salato e pepato, bagnato con un filo d’olio ed agitato per unire bene gli ingredienti. Al centro adagiare la pernice con una bella noce di burro e cuocere in forno per 30 minuti circa.
Portare in tavola e servire direttamente dalla teglia, aggiungendo alla carne un cucchiaio di marmellata di more.
Volendo sostituire la pernice con un pollo da 1.5 kg circa i tempi di cottura andranno raddoppiati. Il pollo andrá infornato per 45 minuti e le patate (ed appena un filo d’olio) aggiunte solo a questo punto per ulteriori 30 minuti.

Remo Morretta

FONTE

Torta margherita all'arancia

A me piace molto la torta margherita, sarà che mi ricorda l'infanzia, ma è un dolce che adoro, magari, semplicemente, bagnato nel latte!
Questa volta l'ho voluto provare, in una versione adatta non alla colazione ma più ad un fine pasto!
Con le ultime arance biologiche, trovate dal mio fornitore di fiducia, ho preparato questa torta; semplice, ma davvero molto delicata e gradevole.
La pasta margherita rimane morbida e profumata e si sposa aronicamente alla crema delicatissima.
A noi è piaciuta tantissimo, vi consiglio di provarla!
La ricetta l'ho trovata su "Il meglio di Sale e Pepe, Torte chic da pasticciere".
Ho apportato qualche modifica, ma ho trascritto anche le dosi della ricetta originale.
Nei prossimi giorni non so se riuscirò ad essere presente, perchè il mio bambino deve fare la Prima Comunione e sarò un po' indaffarata; ma anche se non riuscirò ad essere presente nel blog, volevo lasciarvi questa tortina, da preparare magari per la domenica, prima che le arance biologiche finiscano ;-)
Buon fine settimana a tutti, a presto!

Ingredienti per la torta margherita:
160 g. fecola
140 g. zucchero (160 g. ricetta originale)
4 uova
0,2 dl succo d'rancia
1 bustina lievito vanigliato (io non ho messa tutta)
1 scorza arancia grattugiata (l'ho aggiunta io)
0,5 dl. latte

Per la crema:
50 g. zucchero ( 60 nella ricetta originale)
2 tuorli
1 cucchiaino estratto vaniglia (vanillina)
1,1 dl. latte (1 dl)
30 farina (40 g.)
0,7 dl succo d'arancia (0,3 dl originale)
1 scorza grattugiata d'arancia
40 g. burro

Per la bagna:
1,5 dl succo arancia (1 dl orig.)

Lavorare i tuorli con lo zucchero semolato, fino ad ottenere un composto gonfio e chiaro; quindi aggiungere la farina setacciata con la fecola ed il lievito, aggiungere il latte ed infine il succo d'arancia. Unire gli albumi montati a neve con un pizzico di sale o zucchero.
Verare in uno stampo di 22 cm imburrato ed infarinato ed infornare a 180° per circa 40-45 minuti.
Nel frattempo preparare la crema all'arancia:
sbattere i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina, la vaniglia, il latte, il succo e la scorza d'arancia.
Mettere sul fuoco a cuocere a fuoco basso e cuocere, mescolando finchè la crema s'addensa.
Togliere dal fuoco ed aggiungere il burro a pezzetti, mescolare e farlo fondere, quindi far raffeddare.
Dividere la torta, fredda, a metà spennellarla con il succo d'arancia e, se piace, si può aggiungere anche un liquore all'arancia (io non l'ho messo perchè la mangiavano anche dei bambini), e farcirla con la crema.
Coprire con l'altra metà e spolverare di zucchero a velo.
FONTE