lunedì 20 luglio 2009

Coppa gelato allo yogurt, fragoline di bosco, ciliegie e cialde croccanti

Ogni tanto quando il caldo si fa proprio sentire, mi passa persino la voglia di cucina...arrivo a casa dal lavoro stremata dal caldo e dalla stanchezza....mi butto sotto la doccia e poi ho voglia solo di qualcosa che mi dia una grande sensazione di freschezza....e cosa c'è di meglio di un buon gelato?

Oltretutto in questo periodo di "quasi" totale astinenza da dolci, diciamo che soddisfo anche la mia golosità....ecco la nostra cena di quella sera!!!


Vi dico subito che il gelato non è home-made.....è artiginale ma non fatto in casa....ci si accontenta!
Dunque, per ogni coppa ho messo qualche pallina di gelato allo yogurt variegato ai frutti di bosco, spruzzato con un pochino di Calvados, decorato con qualche fragolina di bosco (della piantina del mio giardino) qualche ciliegia e una bella cialda!



Ecco, l'unica cosa che ho preparato io sono proprio le cialde.....che arrivano dirette dirette dall'infallibile Paoletta!

Anni fa una collega abruzzese mi ha regalato la piastra per i ferratelli, wafel......ma tutte le ricette provate fin d'ora non hanno dato i risultati sperati, erano sempre mollicce....finchè le vedo Paoletta e capisco immediatamente che sono quelle giuste....e infatti......CROCCANTISSIME!!!!!!!

La ricetta la trovate qui, io ho fatto mezza dose ma pari pari (la versione con l'acqua, ma proverò anche quella con gli albumi).

Nel gelato ne ho messa solo una come decorazione.....le altre io le ho spezzate e usate "tipo cucchiaio" per il gelato".....mio marito se le è sbaffate spalmate di nutella...........
Non resta altro che sbizzarrirsi variando gusto di gelato e frutta.......ma mi raccomando non fatevi mancare queste cialde!!!!!!


Grazie Paoletta per questo ennesimo regalo!!!!

FONTE

Un profumato biscotto....

per festeggiare i miei 35 anni e per augurare a tutti voi buone vacanze!!!!


Eh si....oggi è il mio compleanno....sono già 35.....ma io me ne sento moooooolti meno....è questo che conta no?

Queste semplicissime frolle le ho preparate per festeggiare con le mie 2 colleghe: una va matta per il cioccolato quindi cornettini alla nutella, l'altra adora la marmellata quindi frolle alla marmellata di pesche....io vado matta per tutte e due.....quindi......


Per la frolla ho utilizzato l'ormai collaudatissima ricetta di Adriano: questa volta però volendo una frolla più morbida ho optato per la sua variante con meno uova e l'aggiunta di miele di acacia! Buonissima!

I cornetti sono appunto ripieni di nutella....niente di più semplice: stendere la frolla, ricavare dei triangolini, appoggiare un pò di nutella sulla base e arrotolare. Infornare (dopo un passaggio di una decina di minuti in freezer) a 180° per 15 minuti. Far raffredare e spolverare con cacao amaro.

Gli altri (non so che nome dargli) sono farciti con della marmellata di pesche che ho fatto giusto qualche giorno fa....in assoluto la migliore tra tutte quelle che ho fatto fino ad oggi! Avevo 4 pesche in frigo che dovevano essere consumate al più presto....anche perchè per i miei gusti erano troppo mature, a me la frutta piace quando è ancora bella soda, quindi prima di arrivare al punto di doverle buttare.......


4 pesche (al netto del nocciolo pesavano 600 gr)
250 gr di zucchero di canna bianco
succo di mezzo limone


Il procedimento è sempre lo stesso: si lava bene la frutta, la si taglia a dadini e la si mette in pentola con il succo del limone e lo zucchero. Si porta a bollore e si lascia cuocere fino a che si addensa (circa 30 minuti). Io a questo punto ho omogeneizzato con il frullatore ad immersione....ma se vi piacciono i pezzi saltate questo passaggio! Si invasa in vasetti sterilizzati, si capovolge e si fa raffreddare.


Per i biscotti: stendere la frolla e ricavare tanti dischetti con un coppapasta smerlato, mettere 1/2 cucchiaino di mamellata al centro e chiudere tipo per formare la mezzaluna ma premendo solo in centro. Infornare (sempre dopo un passaggio di una decina di minuti in freezer) a 180 ° per 15 minuti. Far raffreddare e spolverare con zucchero a velo.



Questa sera, ovviamente, io e mio marito faremo una cenetta nel nostro ristorante preferito....ormai è diventato una tappa fissa di tutte le nostre ricorrenze!

I festeggiamenti proseguono poi sabato con il resto della famiglia!


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Quest'anno ho deciso di chiudere anticipatamente per ferie.....come potete vedere era parecchio che non postavo, sono stata molto assente sia dal mio che dai vostri blog.....e così non mi piace! Sono stanchissima e presissima dal lavoro: le prossime settimane saranno letteralmente di fuoco, quindi preferisco chiudere, augurare a tutti buonissime vacanze e....ci si risente rinvigoriti a settembre!!!!

Non vi posso lasciare senza prima avervi ricordato che la mia raccolta continua fino al 30 settembre.......

fate incetta di "esperienze culinarie" e paretecipate numerosi!!!!

NORVEGIA ASPETTACI che arriviamo!!!!!

Un bacio a tutti!

Domani parto vado due settimane al mare

stacco da tutto mangio e faccio i bagni

ritrovo un equilibrio per affrontare un gioco nuovo!

-Francesco Tricarico-




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La prova del 3 di Pan di Panna

So che vi avevo già salutati...baci, abbracci, buone vacanze ecc.... ma mi è venuto in mente stamattina che non ho postato la ricetta preparata per partecipare alla sfida di Mara



che scade proprio oggi.....eh si la memoria con l'arrivo dei 35 comincia a fare acqua...ihihihih!!!!

FUSILLI CON POMODORINI CONFIT E PANCETTA CROCCANTE


Ingredienti per 2 persone:
140 gr di fusilli (i miei erano di Gragnano) (3° ingrediente a scelta)
una 20ina di pomodorini (1° ingrediente obbligatorio)
timo
sale e pepe
olio evo
zucchero di canna
60 gr di pancetta a cubettini (2° ingrediente obbligatorio)

Lavare i pomodorini, tagliarli a metà e disporli con il taglio verso l'alto in una pirofila coperta di carta forno. Salare leggermente, pepare, profumare con qualche rametto fresco di timo, spolverare con un pò di zucchero di canna e irrorare in fine con un cucchiaio di olio.

Mettere in forno già caldo a 150° per 1 ora.

Mettere sul fuoco la pentola con l'acqua per la pasta, quando bolle salare e buttare la pasta. Mentre la pasta cuoce: trasferire i pomodorini in una padella (qualcuno lo trito con la mezzaluna). Far saltare in un'altra padella la pancetta senza aggiungere condimento fino a farla diventare croccante. Scolare la pasta, versarla nella padella con i pomodorini, aggiungere la pancetta e un paio di cucchiai dell'acqua di cottura della pasta e farla saltare per insaporire bene.

E voilà: un piatto di pasta semplicissimo ma buonissimo è pronto per essere gustato!

RICIAAAAAAOOOOOO!!!!!!

P.s. grazie a tutti per gli auguri di compleanno!!!!!


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Peperonata con pangrattato e pecorino

Io le verdure le amo tutte, e non poteva essere così, dal momento che son stata vegetariana per 10 anni; ma più di tutte amo le verdure estive che, con i loro colori vivaci, fanno venire il buon umore: e fra queste ci sono proprio i peperoni.
Era da tempo che non facevo la peperonata, poi l'alto giorno, sfogliando la rivista Sale e pepe di luglio, ho visto questa semplice peperonata: è davvero saporitissima e a noi è piaciuta moltissimo; a cottura avvenuta si aggiunge del pangrattato tostato e del pecorino, ed il piatto ha un altro gusto, semplice ma efficace ;-)

Ingredienti:
1 peperone rosso ( secondo la rivista 2 peperoni rossi+2 gialli)
1 peperone giallo
1 peperone verde
1 grossa cipolla bionda
500 g. pomodori pizzutelli
40 g. pangrattato
20 g. pecorino romano grattugiato
olio
sale
1 mazzetto basilico

Pulire i peperoni e tagliarli a strisce.
Tagliare la cipolla a fettine non troppo sottili.
Lavare ed asciugare i pomodori e tagliarli a pezzettoni.
Mettere tutte le verdure tagliate in un recipiente, condire con 4-5 cucchiai d'olio e una presa di sale. Mescolare bene e trasferire il tutto in una capienta padella antiaderente.
Coprire e far cuocere per circa 30 minuti.
Aggiungere, se necessario, altro sale e far intiepidire.
Nel frattempo tostare in una padella antiaderente il pangrattato con 2-3 cucchiai d'olio finchè diventa leggermente dorato.
Cospargere il pangrattato sulla peperonata, unire anche il pecorino e il basilico tagliato con le mani.
E' ottimo sia caldo che freddo.
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Oggi sciopero


Oggi questo blog aderisce all'appello di Diritto alla rete contro il bavaglio del DDL Alfano, i cui effetti sono quelli di imbavagliare le informazioni in rete.
Partecipate anche voi a questo rumoroso silenzio!!!
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Pasta con pesto di rucola, fiori di zucca e gamberetti

Questa pasta mi è piaciuta tantissimo, il pesto alla rucola conferisce al piatto un sapore leggermente piccante, che si sposa bene con il delicato gusto dei fiori di zucca e dei gamberi.
L'abbiamo apprezzata sia leggermente tiepida, sia mangiata fredda; è opportuno toglierla dal frigo un po' di tempo prima per assaporare al meglio i vari sapori.
La ricetta l'ho presa sul numero di luglio di "Sale e Pepe"
Ingredienti:
450 g. malloreddus (io ho usato i cavatelli di formato piccolo, cavatellucci)
300 g. gamberetti
2 dl. vino bianco
150 g. rucola
1 cipollotto
16 fiori di zucca
olio E.v.o
pepe

Portare ad ebollizione mezzo litro d'acqua con il vino e lessare i gamberi per 2 minuti.
Scolarli, far raffreddare e pulirli.
Affettare il cipollotto e stufarlo con 5 cucchiai d'olio; quindi unire 12 fiori di zucca, privati del gambo e del pistillo e continuatr la cottura ancora per 5 minuti.
Lavare al rucola, scottarla per 2 minuti in acqua bollente salata, scolarla, raffreddarla sotto l'acqua e strizzarla.
Frullare la rucola con il cipollotto e i fiori di zucca, il fondo di cottura, 4 cucchiai di olio, acqua della pasta e pepe.
Lessare la pasta al dente, scolarla e intiepidirla sotto l'acqua corrente.
Condirla con il pesto, i gamberetti e i fiori di zucca rimasti e tagliati a pezzi.
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[Non chiamatela] Antropologia del dove, del quando & del caldo metropolitano!


Le antropologie ce le eravamo quasi scordate. 
Io per primo le avevo dimenticate, mettendo da parte una briciola sostanziosa del Maiale. In realtà, e sinceramente, mi appaiono ora come un modo volgare di raccontare altro oltre le ricette ed i luoghi ai quali siamo abituati da tempo. Dico volgare perchè quelli che furono tentativi maldestri di cimentarsi in un'antropologia sono ora, e suona pure meglio, racconti di vita con annesse riflessioni. Il Maiale mangia & beve, ingrassa e si sollazza.. ma prova anche a riflettere qualche volta. A pancia piena si intende. Dunque anche a Roma da qualche giorno il caldo afoso e l'immancabile venticello sono apparsi. Se ne accorgono le signore sui tram, le studentesse accalorate per strada e gli impiegati vestiti di tutto punto, giacca e cravatta, camicia a maniche lunghe e occhiali da sole. Io Roma sto per lasciarla. Una serie di impegni e la voglia di andare mi portano lontano. Lascio anche casa, che riprenderò a settembre/ottobre chissà in quale quartiere, municipio o borgata. Negli ultimi giorni passo volentieri le ore che precedono il buio alla finestra. Una birra gelata a farmi compagnia e i miei occhi puntati sulla piazza. Dalla mia postazione privilegiata osservo le persone nel caotico e rumoroso atto dello spostarsi. Un amico non amico mi parlava di traiettorie. Una notte sulla Casilina, dall'ultimo piano di un palazzetto, provò a spiegarmi la sua teoria. Una teoria contemplativa, che non tentava per forza di giungere a una conclusione. Quando sto quassù, mi diceva, osservo la gente muoversi e traccio per ognuno la sua traiettoria. Immagino flussi di linee che compongono un mosaico di vite, fatti e accadimenti. Spesso, ovvio, queste si mescolano, si intrecciano e a me pare quasi che le vite di quello o quell'altro possano scontrarsi, congiungersi, arrotolarsi insieme. Sarà stata l'ebbrezza ma a me piacque quella teoria, questo modo di partecipare alla vita senza parteciparvi. Un osservatorio del resto ha sempre il privilegio di lasciare spazio alla fantasia. Così io butto i miei occhi sulla piazza, sul sole che cala, sui wine bar che si riempiono, sul venticello che ritorna, sulla mia birra e su tutta la mia immaginazione. Mi faccio domande senza attendere risposte. Metto su un pò di musica e lascio spazio alla testa. Dove andrà quella ragazza con la gonna bianca, che giornata avrà avuto, chi ama, che pensa, cosa mangia. E quel signore anziano che a stento riesce a trascinare la busta che porta con se? Tutto mi appare così delicato. Leggero e irresistibile. Il mondo, o parte di esso, si muove ai miei piedi. Poco al di sotto di essi. Ed è uno scomporsi di suoni, di teste e silouette, di macchie di colore sul fondo grigio dell'asfalto. Tra i semafori e i tram, il bar Regina e quei due buffi ometti bianchi. Centinaia di teste si muovono per andare da qualche parte. Per andare dove devono andare. Finita la birra mi butto sul letto e chiudo gli occhi. Rimango immobile per un pò, poi sento l'immancabile languore. Apro gli occhi e penso a cosa cucinare. Sono giorni in cui mangio sempre da solo e quelle, credetemi, sono le cucinate migliori. Come sempre accade. Un biscotto di grano con olio di frantoio, pomodori di Sicilia, basilico, finocchietto e pecorino. Una frittata alla Sannita, mozzarelline ripiene di verdurine di stagione tagliate a cubetti piccolissimi e fritte in poco olio. Fiori di zucca, insalata di frutta e verdura, melanzane grigliate con mentuccia, yogurt, fragole, ciliege, pesche, miele e cereali. Un sorso di amaro fatto in casa e passa la paura. Paura del dove e del quando, dell'andare, produrre, incontrare, poi ritornare e ricominciare. Quali sono e saranno le mie traiettorie? Una dolce paura accarezzata dallo stordimento di una giornata afosa passata in giro tra cose da fare, caffè con crema e telefonate. "Devo prendere le pellicole ci vediamo a Ottaviano, aperitivo alle 18 a San Lorenzo, una casa da vedere alle 17, ma poi ce la fai a venire?! C***o non ho tirato fuori i panni dalla lavatrice, ma domani vieni alla cena, cucini tu? Chiama la scuola dì che non vai alla riunione, no ma se torno prima ci passo un secondo. Ma quella del giornale l'hai più vista? Mamma, allora non torno ci vediamo a fine mese direttamente. La digitale in assistenza. Oh, ma chi era quella?! Non lo so! Questo caldo mi stressa, mi fa sudare, ho sempre voglia di entrare in un bar e sciacquarmi il viso. Stare qui dentro, in mezzo alle cose mi prende male. Dovrei anche cucinare qualcosa e scattare due foto. Il Maiale Ubriaco. Oramai ha preso forma dentro di me. Mi aspetto sempre di incontrarlo, magari la notte quando mi alzo per andare a bere. Svolto l'angolo e zac! mi si piantona davanti. Grosso e grasso, dritto sulle zampe anteriori. E ride, e mi guarda, e ride. "Mi avete creato voi, ora dovete seguire la mia traiettoria!" Oh no, o mio Dio. No ma è il caldo, il caldo che rimpalla sul cemento di questa strana città, un pò metropoli un pò paese mi sta dando le allucinazioni. Non ci posso restare qua dentro. Dentro alle strade a fare le cose, a telefonare, a sentirmi come Bukowski in quel racconto visionario che era "6 pollici". ... Era carina quella, ti ha salutato e vuoi dirmi che non la conosci? Ste ma dove vai? Oh? ... Vado alla mia finestra. Ho comprato la birra. Vado a casa, no non vengo alla cena, non esco stasera. E non mangio. Fino a prima di partire resto alla finestra. Ascolto un pò di musica e osservo le traiettorie. Traiettorie? Mi sa che il caldo ti ha dato alla testa!
Stefano Tripodi

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